Oltre le cinque terre - parte 3

Oltre le Cinque Terre in kayak.
3- Circumnavigazione delle isole della Palmaria, di Tino e Tinetto

Le tre isole formano un micro arcipelago all’estremità meridionale del Golfo di La Spezia. L’isola della
Palmaria fa parte del Parco Naturale Regionale ed è facilmente raggiungibile da Porto Venere. L’isola
del Tino – dominata da un alto faro - è inaccessibile poiché sotto la giurisdizione militare. Tinetto è
poco più di un grande scoglio con degli sparuti ruderi archeologici. Le due isole maggiori sono composte
prevalentemente da calcare con ampi versanti ammantati del verde della macchia mediterranea.
Si opta per la circumnavigazione in senso anti-orario per evitare i venti e l’ingrossare del mare che è solito
dopo mezzogiorno (l’anno prima , a causa del forte vento non ho completato la circum ….). Traversiamo
a “Le Bocche”, il braccio di mare tra S.Pietro di Porto Venere e Punta Beffettuccia, e già ci appaiono i rugosi
calcari della Palmaria. Percorso un breve tratto lungo la falesia ci troviamo all’ampia apertura della Grotta
Azzurra (non è luminosa come quelle di Capri o di Capo Palinuro ma è suggestiva e, inoltre, non ha frotte di
turisti “esploratori” ). L’interno è di notevole ampiezza; ci inoltriamo fino a che la luce naturale ce lo
consente; poi, anche se da un fondo oscuro proviene un tranquillo suono di risacca, guadagniamo
prudentemente l’uscita, scivolando in acqua sotto grosse stallatiti che sembrano gigantesche mammelle.
Continuiamo a costeggiare fino a Punta Pittone per poi ed entrare a Cala Grande dove troviamo un’altra
grotta la cui sala interna era stata attrezzata per il ricovero di barche e piccole chiatte da trasporto del
marmo. Usciamo da Cala grande, oltrepassiamo il Pittonetto e giungiamo ad una grotta con pareti esterne
di bianco calcare venate di nero. Nei pressi di Punta Dante ci appaiono anche i resti e detriti della storica
cava del prezioso marmo Portoro. Arrivati quindi a Punta del Capo, all’estremità S-E dell’isola maggiore,
affrontiamo la traversata del canale tra Palmaria e Tino. E’ un braccio di mare aperto ((circa 500 m. da capo
a capo) da non sottovalutare, ma oggi le condizione meteo-mare sono ottimali. Ed eccoci poi a Punta
Bianca dell’isola di Tino con i suoi resti di bunker e fortificazioni militari della 2° Guerra Mondiale. Raggiunta
in breve la Grotta del Lupo siamo ormai all’estremità Sud e ci infiliamo tra le rocce che affiorano nel
canaletto tra Tino e Tinetto. Poco fuori Tinetto ,sarà il caldo o forse la fame ed ecco che dal mare ci
appare “… un sottomarino?!? No ! una madonna”! …. “No, aspetta, ha un gabbiano in testa” … Adesso
basta!.... È ora di scendere a terra ! Sosta e siesta a Tinetto con una vista spettacolare sul Levante Spezzino
e sulle Alpi Apuane. Si riprende a pagaiare costeggiando il lato orientale dell’isola di Tino: ci sarebbe
possibilità di approdo ma giganteschi cartelli gialli ci ricordano che il luogo è sotto servitù militare con
divieto di sbarco/accesso ai civili. Riattraversiamo quindi il canale tra Tino e Palmaria in direzione di Punta
Ziguella. Sorpassiamo il litorale turistico del Pozzale e facciamo sosta alla selvaggia spiaggia presso la Grotta
Riparo. E’ pomeriggio avanzato quando rimettiamo i 2 kayak in acqua per il ritorno a Porto Venere. Tra
Punta Mariella e Punta Scola costeggiamo quindi la bella baia contornata di pini d’Aleppo. Siamo ora di
fronte alla ancora lontana spiaggia dell’Olivo che raggiungiamo con non poca fatica - ma con divertimento -
per l’opposizione di un forte vento che proviene da ovest e che ci scarroccia continuamente tra onde e
spruzzi. A riva ci facciamo una doccia e guardiamo ad Est: in lontananza Levanto ed il costolone di Monte
Marcello ci attendono …..

MASETTI MARZIANO

Ottobre 2012


 
 
 
 
 
 
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