Oltre le cinque terre - parte 2

Oltre le Cinque Terre in kayak.

 2- da Porto Venere a Punta Monesteroli.

 

 

Il  tratto di costa spezzina che io e Gino andremo oggi a visitare in kayak è poco frequentato (ad eccezione di Porto Venere, “super gettonata” dal turismo) e la ragione principale è che scali e spiagge facilmente raggiungibili sono quasi  inesistenti a causa delle notevoli asperità del litorale. Tra Porto Venere e Monesteroli  (circa  9 km di costa) si trovano pochi approdi di fortuna (Albana, Schiara, Monesteroli) e due spiaggioni sassosi (del Persico e di Nacchè, quest’ultimo poco oltre Capo Monesteroli). Il rischio di  frana dei versanti a mare è elevato e lungo alcuni tratti costieri sono affissi cartelli che avvertono del pericolo.

Scendiamo in acqua a Porto Venere nei pressi della località L’Olivo e facciamo un po’ di slalom per evitare gli impianti di coltura dei mitili (vere leccornie proposte dalla cucina locale). Dobbiamo comunque prestare molta attenzione poiché il traffico nautico è sempre molto sostenuto in tutta l’area marina di Porto Venere/isola di Palmaria. Una volta doppiato il promontorio dell’Arpaia, dominato dalla bella chiesa romanico-gotica di San Pietro, ed andando poi sempre più in direzione Nord-Ovest  avremo una navigazione senza particolari disturbi.

Dopo una breve ispezione alla grotta di Byron, puntiamo i kayak  verso il Muzzerone che svetta alla nostra destra coi suoi 300 e passa metri di altezza. Il crinale che subito a Nord di Porto Venere si impenna vertiginosamente  sul  Tirreno, è caratterizzato da straordinarie falesie e si mantiene notevolmente alto fino oltre Campiglia di Tramonti (a 400 m s.l.m.), per poi digradare al promontorio di  Montenero e quindi a Rio Maggiore, con un’unica incisione nella costa in località Albana. Nei pressi di Porto Venere le pareti rocciose sono composte da calcari stratificati multicolori, a cui succedono le arenarie e, presso lo scoglio Galera , prevale una stupefacente mescolanza di bancate di diaspro e filoni di ardesia.

Dopo aver visitato numerose  grotte marine e percorsi alcuni kilometri, siamo già in vista delle “Rosse e Nere”. Facciamo quindi sosta in una caletta nei pressi di una delle tante grotte e cavità aperte al mare: la spettacolarità del luogo è ai massimi livelli ed attira  parecchie imbarcazioni.

Riprendiamo poi a pagaiare sempre in direzione N-W. Oltrepassiamo Punta Persico ed il suo lungo spiaggione sassoso per poi approdare allo scalo di Schiara che è ormai ridotto ad un mucchietto di baracche diroccate. Ci rifacciamo la vista verso S-E (Muzzerone, Palmaria, Tino e Tinetto) e sul prospiciente  Scoglio Ferale.  In uscita da Schiara affronto l’ultimo tratto da solo, pagaiando velocemente e, una volta doppiato capo Monesteroli, scendo sulla spiaggia di Nacchè; quattro passi per far foto al “deserto intorno” e poi mi infilo nel kayak e vado a riprendere il Gino. Al ritorno si è un po’ sballottati dal mare e dal vento che si sono rinforzati, ma niente di che … E’ pomeriggio tardo quando rientriamo a Porto Venere, nella cui baia troviamo una distesa di gabbiani  cullati in acqua dalle onde.

Oggi abbiamo sfiorato la Palmaria e visti da lontano Tino e Tinetto: mi sembra che le tre isole stiano attendendo una nostra prossima uscita in kayak  ……….. !.

 

MASETTI  MARZIANO  (Settembre 2012)    

 

Note sulle foto.

- Le prime cinque sono state scattate lungo il sentiero n° 1 (Porto Venere-Levanto) nel tratto che va da Schiara a Porto Venere (Novembre 2011, nel corso di un trekking leggero con mia moglie Rossella).

- Le altre seguono in senso temporale l’escursione canoistica sopra descritta.

 


 
 
 
 
 
 
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