TIRO CON L'ARCO - Cenni di Storia

Ben poche persone sarebbero disposte a negare la fondamentale importanza per la storia umana dell'invenzione dalla ruota e della conquista del fuoco; di solito abbastanza misconosciuta è invece la rilevanza dell'invenzione dell'arco. In realtà, dal Paleolitico fino all'evento delle armi da fuoco nel XVI secolo, l'arco ha contribuito a determinare il corso della storia sia come strumento da caccia sia come arma da guerra.

Gli studiosi fanno risalire l'inizio dell'utilizzo dell'arco al periodo Paleolitico Superiore, cioè 35.000-8.000 a. C. circa.

L'arco in effetti è stato il primo strumento costruito dall'uomo con il quale andare oltre la propria forza fisica e moltiplicarne l'efficacia spazio-temporale: un dardo appuntito viene proiettato meccanicamente mediante un manufatto costituito da un'asta di legno mantenuta tesa ed arcuata da una corda vegetale o da un budello animale. È affascinante altresì immaginare che la combinazione delle vibrazioni create dall'azione dell'arco, amplificate da tronchi cavi che fecero da rudimentale ''cassa armonica'', abbiano dato vita ai primi strumenti musicali a corda.

Le più antiche testimonianze che si riferiscano all'origine dell'arco sono alcune cuspidi di freccia in selce di epoca paleolitica ritrovate in Francia, in siti relativi alle culture perigordiana e solutreana, ed in Africa in alcune zone attualmente desertiche del Sahara. Gli archi integri più antichi fin'ora ritrovati invece risalgono al 6.000 a.C. circa. Conservatisi nei terreni acquitrinosi di regioni della Scandinavia, sono costituiti da un singolo pezzo di legno, di solito olmo o tasso.

Diffusosi in ogni parte del globo terrestre (tranne forse in Australia) l'arco ha avuto evoluzioni diverse in funzione dei materiali e degli utilizzi tipici delle varie culture e zone. Grazie alla abbondanza di legname, in Europa si è sviluppato il tipico arco lungo inglese LONGBOW reso famoso dalla leggenda di Robin Hood.

Nonostante la sua potenza di tiro il LONGBOW aveva come limite l'estrema difficoltà ad essere utilizzato cavalcando; alcuni popoli, come i SIOUX, costruirono archi più corti per poter essere utilizzati molto abilmente correndo a cavallo; altri, come gli UNNI, combinarono materiali diversi in archi piccoli ma straordinariamente potenti, capaci di scagliare una freccia con forza tale da perforare corazze metalliche.

Anche nell'antico Egitto era diffuso l'arco di tipo composito triangolare: gli archeologi ne trovarono 32 nella tomba di Tutankhamen, oltre a 14 archi semplici e 430 frecce.

Dopo essere stato protagonista di guerre e battaglie in ogni continente, con l'avvento delle armi da fuoco, l'arco è praticamente sparito come attrezzo da guerra, sino a ricomparire come attrezzo sportivo in Inghilterra verso la metà dell'800. Oltre agli archi di tipo tradizionale in legno LOMGBOW e RICURVO MONOLITICO, la tecnologia e il vorticoso sviluppo dei materiali hanno fatto evolvere l'arco in attrezzi sportivi sofisticatissimi con l'applicazione di flettenti smontabili (TAKE-DOWN), di strumenti di puntamento e bilanciamento oltre a meccanismi che ne aumentano potenza e precisione (COMPOUND), accompagnati da frecce ed accessori in ovvia e conseguente evoluzione.

 
 
 
 
 
 
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